Solstizio d’Estate: due anni di Artedo

Son  passati esattamente  due anni dal quel solstizio d’estate in cui ebbe inizio il mio percorso in Artedo.                                                                                           Il mio sogno nel cassetto, depositato accuratamente sotto pile di cose      più urgenti da fare, grazie ad una serie di  eventi “casuali” e dopo una  gestazione ventennale, aveva deciso di venire alla luce. S’era stufato di stare accartocciato in un luogo  sempre più piccolo e aveva, in modo prepotente chiesto udienza : voleva assolutamente trovare una Forma.     Fu cosi che quel giorno digitai sulla tastiera le fatidiche parole “scuola Arteterapia Verona” anziché Roma o Milano come facevo di solito, quando il mio sogno, in giornate particolarmente oscure, usciva dal cassetto e  passava a visitarmi.                                                                                  Quella ricerca mi rimandò ,con mio grande stupore, un nome conosciuto: Axel Rütten un Arterapeuta con cui avevo avuto modo di fare un seminario in Sardegna 9 anni prima, e di cui serbavo un ottimo ricordo. Per farla breve, nel giro di qualche giorno, io dai tempi infinitamente lunghi , mi iscrissi alla Sede Artedo di Verona che muoveva i suoi primi passi.             Il mio sogno, felice, mi ringraziò per essermi finalmente svegliata!

Quel viaggio in treno di due anni fa,  il primo di tanti, mi portò in una città splendida e lì, in una piccola sede all’ombra dell’Arena iniziò il mio percorso nel mondo delle Artierapie.                                                              Fu un’emozione e  una sorpresa  incredibile quel primo laboratorio, (come pure tutti quelli seguenti ), in cui Axel e Pamela ci guidarono alla scoperta di un materiale che da subito ho amato: l’Argilla.

“Viaggio nel varco”  Trasformazione e Forma I   Verona  20/21 Giugno 2015

Nella realizzazione  del varco, si rese evidente e tangibile, nel fare,  guidato dalle mani, e solo dopo accompagnato dalla parola, che le cose passate avevano da essere sepolte, e che tuttavia  non eran state vane, potevano essere trasformate in cose nuove. Dalla donna ormai morta nacque una piccola figura e da cumuli di macerie d’argilla sbocciarono dei fiori.                                                                                                       L’argilla Mater accogliente, mi permise poi di creare e rendere reale una prima forma di me, che al momento guardai stupita, senza poterle dare un significato ed etichettandola quasi come uno “sgorbio”.                             Solo una frase detta da  Pamela mi fece pensare  di conservarla , pur senza riconoscerla al momento, e per   tanto tempo ancora.                                           Solo dopo tanto, potei vedermi e rispecchiarmi in quella forma                    un po  informe e ancora indefinita, cosi come sono un po tutte le cose nascenti.

“Autoritratto”
Trasformazione e Forma I
Verona 20-21 Giugno 2015

Ma oltre al lavoro profondo svolto durante i laboratori di formazione ,    alla scoperta dei materiali, e del mondo dell’arteterapia, altra cosa preziosissima sono state fin dal primo laboratorio i/le compagne di viaggio.  La scuola diffusa infatti con  la possibilità di poter fare i laboratori in diverse sedi, facilita in qualche modo incontri con  persone che probabilmente non si avrebbe mai avuto   modo di incrociare , e che spesso si trasformano in splendide amicizie        e compagne di viaggio con cui ci si confronta e ci si accompagna.

“Senza titolo”

Da quel primo laboratorio son cambiate tante cose, anche nella mia  vita.

L’arteterapia lavora spesso in modo quasi sotterraneo, come un sottile corso d’acqua che scorre nel sottofondo e  feconda la terra. Ogni tanto affiora in superficie       e sulle sue sponde crescono ora dei piccoli fiori,  ora degli alberi rigogliosi. Altre volta si mostra    con l’urgenza del fuoco, che tutto distrugge ma dalle cui ceneri prendono avvio nuove origini, perché nulla si distrugge ma tutto si ricrea e assume nuove forme.                                               Ma di questo vi narrerò più avanti.                     Buon solstizio d’ Arte a tutti!

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Madeleine Del Lago Altea

Autore: Madeleine Del Lago Altea

Arteterapeuta in formazione indirizzo  Arteterapia, Lab Plus

Nata In Sardegna, dove ho vissuto per 38 anni  tra azzurri, turchesi e maestrale,  sono stata poi adottata dal Lago d’Iseo dove risiedo tutt’ora.                                                               Fin da piccola ho coltivato una passione per l’arte da autodidatta.          Dopo la Maturità Scientifica e l’iscrizione alla facoltà di Pedagogia, nel 1991 è iniziata la mia attività professionale come Educatore e  Conduttore di Laboratori di espressività manuale, presso  Servizi Sociali di diversi paesi con varie tipologie di utenza, utilizzando spesso il supporto delle attività espressive e artistiche nel lavoro  con minori, adulti con patologie psichiatriche e non, e terza età presso i centri di aggregazione. Contestualmente la mia formazione si arrichiva con la  frequenza di diversi corsi  tra cui quello di Operatore del disagio Psichiatrico, e alcuni assaggi di seminari di Arteterapia verso  cui nutrivo un interesse particolare.

Nel 2007 , puntando il dito a caso sulla cartina geografica mi ritrovai in questo delizioso angolino del “Continente” chiamato Lago d’Iseo, dove non senza fatica, ma con molta determinazione e partendo da zero, ho conosciuto diverse realtà,  riuscendo ad inserirmi sia a livello professionale che personale.

Appassionata di tutto ciò che è creativo, e con una profonda curiosità per l’essere umano nelle sue diverse declinazioni e modi di essere, ho avuto modo di rivitalizzare, la  mia passione per l’Arte attraverso la frequenza di un corso di” Tecniche pittoriche” presso la Libera Accademia di Belle Arti  LABA di Brescia, con l’Artista Camilla Rossi, e la scoperta della scultura con la frequenza per quattro anni del “Corso di intaglio e scultura lignea” tenuto dal Maestro Gianfranco Moretti a Pilzone D’Iseo.

A giugno del 2015  mi sono finalmente iscritta alla Scuola Artedo di  Arti Terapie presso la sede di Verona gestita dall’Associazione D-ArtT iniziando con passione il percorso che mi porterà a realizzare il mio sogno nel cassetto: diventare Arteterapeuta.

“Volli, fortissimamente volli”

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