LABORATORIO DEL 20-21/05/2017 CON ANGELA ENEA: DMT E PSICOSI

                                                                                                                                   LABORATORIO DEL 20-21/05/2017 CON ANGELA ENEA: DMT E PSICOSI

Quando, per qualsiasi motivo, nella vita siamo “diversi” dalla normalità e quello che siamo cozza con tutto quello che ci sta attorno, cosa potremo fare?

Come facciamo a scegliere cosa diventare e come realizzare quel divenire? E dopo la trasformazione cosa può succedere?

Ho faticato a trovare parole adatte per esprimere il mio disagio e la mia difficoltà.

Lavorare con Angela Enea sul tema delle psicosi mi ha messo davanti a molti dubbi e alla netta sensazione di essere inadeguata, non pronta ad offrire un supporto terapeutico con la danza a persone così delicate e fragili.

Nella mia riflessione è comparsa la paura e l’ansia di non riuscire a trovare un canale giusto per penetrare questi universi mentali talmente distanti, talmente complessi, talmente “spaventosi”, perchè mettono le persone di fronte all’immensità della psiche umana e alle sue innumerevoli variabili, fra “sano” e “patologico” fra “socialmente accettabile” a “socialmente inaccettabile”, “uguale” o “diverso”, “normale” o “pazzo”…..

Anche se molte possono essere le cause della malattia psichiatrica, come Angela ci ha ampiamente illustrato, e se gli utenti che arrivano ad un percorso di riabilitazione attraverso le artiterapie, mi sono resa conto della fragilità delle dinamiche emotive e relazionali con le quali avrei potuto confrontarmi.

Quali strumenti, quali suggestioni, quale metodo si rivelano alla fine vincenti, efficaci, per poter penetrare questi “universi altri” che sono i pazienti psichiatrici?

Dare confini, dare struttura, dare stabilità.

Ho individuato questi punti essenziali e i confini sono quelli del corpo prima di tutto, confini che vanno ridefiniti, ridisegnati attraverso il movimento a partire dalla pelle, struttura di coerenza, che comunica e “lascia passare” ciò che passa nell’aria e che nell’aria viene mosso attraverso il movimento.

Con una sequenza che si potrebbe definire così: ESPLORAZIONE DEL CORPO, CONDIVISIONE DELLO SPAZIO, RESTRINGIMENTO DELLO SPAZIO, NUCLEO PULSANTE, TENSIONE, ENERGIA, DISTACCO GRADUALE, RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO, ABBANDONAMENTO, STASI, abbiamo sperimentato un ideale racconto, passando attraverso i simboli della natura, lo scorrere delle stagioni, la rappresentazione dell’albero, come immagine della stabilità, della crescita, della capacità di dare frutto, della resistenza alle difficoltà.

Poi ritrovare peso e consistenza, rigidità e morbidezza, velocità e lentezza, dare una nuova definizione al tempo, sperimentare tutte queste variazioni aiuta a capire e a porci degli obiettivi terapeutici perchè, ad esempio, il tempo nei pazienti psicotici non è strutturato na nebuloso.

Ho apprezzato la conduzione presente e rassicurante di Angela e ho pensato a quanto può essere utile in un setting di DMT, accompagnare dolcemente, far sentire la propria vicinanza senza invadere, costruire piccoli rituali in apertura e chiusura che aiutano a dare un senso di sacralità a questo spazio di esperienza col corpo e con l’anima, imparare a gestire il distacco, il mio sé è distinto dal tuo anche se per un po’ si sono fusi e questo ci ha trasformati entrambi, ma ora dobbiamo differenziarci nuovamente, universi vicini ma distinti.       

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