Ancora qualche riflessione sul laboratorio Odysseus..niente arriva per caso

Ho ripensato al lavoro su  Odysseus svolto nel novembre scorso con Angelo Prinzo e mi è apparso chiaro, riguardando i miei acquarelli che l’anticipazione al tema del Congresso Artedo che si sarebbe svolto da lì a poco ai primi di dicembre a Verona era nell’aria, almeno nella mia mente.

Gli occhi e gli sguardi che emergono quasi prepotenti e inquisitori dalle mie due figurazioni del viaggio di Ulisse, sostenuto o contrastato dagli Dei e del suo incontro con Polifemo e il passaggio fra Scilla e Cariddi, mostri orrendi e primiordiali che “guardano” appunto  chi si cimenta nel passaggio e sa che probabilmente o dell’una o dell’altra sarà la vittima, i loro sguardi attenti, feroci, freddi e calcolatori sono nei miei fogli.

 

 

Li ho riconosciuti ora e vedo Atena nel giallo e nel blu che con gli occhi segue Ulisse nelle sue peregrinazioni, attenta e protettrice, ma in ogni caso manipolatrice del suo destino e vedo Polifemo col suo unico occhio buio della cecità di un istinto che lo relega ancora indissolubilmente in un mondo dove non c’è spazio per immaginazione creatività e poesia, un occhio che è vuoto e che lo diventerà ancora di più una volta accecato.

Ma se capovolgo l’acquarello giallo e blu ecco che mi appare Eolo che soffia e comanda i venti e che inutilmente avverte della loro potenza che tutto spazza e sovverte Ulisse e i suoi compagni.

Troppa curiosità ancora una volta per essere rigettati nelle onde di un destino incerto e gli Dei ancora una volta che si “giocano” le vicende di questo nostro eroe, mentre egli fa uno sforzo immenso proprio per affrancarsi da questa dipendenza.

Il tema del convegno di Artedo a Verona era “LO SGUAR-DO” Visioni di qui e dell’altrove e allora tutto è tornato come in una visione, appunto…gioco di parole simpatico per far riflettere sull’importanza dello sguardo che abbiamo nel momento in cui lavoriamo con le artiterapie.

Guardare ed essere guardati, accettare di essere esposti all’osservazione altrui ed essere consapevoli che chi ci guarda in noi si specchia, cerca stimoli e riferimenti, in un continuo gioco di rimandi che crea il rapporto arteterapeutico e che perciò va considerato, studiato e analizzato con grande a

ttenzione, ma anche con molta umiltà.

Sguardi, di Uomini e di Dei, ma gli Dei non sono forse dentro di noi?

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