Workshop di DMT a Pergine Valsugana

 1

Workshop di danza movimento terapia a Pergine Valsugana – Casa di Riposo S. Spirito Fondazione Montel – 02/04/2016.

E’ un debutto il mio nel mondo delle artiterapie per il Workshop che ho condotto a Pergine Valsugana lo scorso 2 aprile 2016 alla Casa di Riposo S. Spirito Fondazione Montel di Pergine Valsugana. La Cooperativa Penelope e la Scuola Artedo di Trento, alla quale sono iscritta al secondo anno di specializzazione in danzamovimentoterapia, hanno organizzato tre workshop per far conoscere e sperimentare a operatori e ospiti esterni tre varianti dei percorsi di arte terapia.

Il tema era senza dubbio ambizioso e deve ammettere che avevo qualche timore nel proporre un percorso di esplorazione dei cinque elementi fuoco, terra, acqua aria e etere, accostati ai colori della natura, il rosso del fuoco, le ocre, i gialli e verdi della terra, i blu e i turchesi dell’acqua, i chiari evanescenti colori dell’aria, fino ad arrivare ad un ideale trasparenza nell’etere. Le mie fonti di ispirazione erano molteplici, sia per quanto avevo potuto apprendere in precedenza sia per quello che ho attualmente assorbito dal metodo di Maria Fux, dal suo approccio così delicato e improntato all’accoglienza e all’ascolto del corpo e delle emozioni che lo permeano. Ho scelto con molta cura e attenzione le tracce musicali, perché sono convinta che la musica sia veramente un veicolo importante per aiutare l’esplorazione dello spazio anche interiore, ma mi sono anche posta la questione su quanto potere abbia una musica di creare influenza nell’attivare il processo di immaginazione. Ho suddiviso l’attività in quadri coerentemente con l’idea del mio progetto e allestito un setting semplice e accogliente con cuscini per sedersi comodi al pavimento, un’esposizione di stoffe e veli colorati su dei tavoli laterali, il computer collegato all’impianto audio per l’utilizzo della musica. Il pomeriggio assolato e la sala ben illuminata hanno consentito la creazione di un’atmosfera che mi piace pensare luminosa e aperta. I partecipanti si sono dimostrati interessati e disponibili a sperimentare e a mettersi in gioco e questo modo di porsi ha abbattuto molte delle mie esitazioni, soprattutto per quanto riguardava la scelta della prima traccia musicale, il fuoco, che mi era sembrava forse troppo intensa all’inizio, ma che sottolineava pienamente le immagini e le sensazioni di energia pulsante che volevo suscitare. Quindi dopo un primo momento di conoscenza e di riscaldamento corporeo è cominciato il nostro viaggio ideale.

Danzare insieme agli altri per me è sempre un’esperienza catalizzante e mi è sembrato molto importante che i partecipanti, maschi e femmine non abbiamo esitato a esprimersi col movimento, ognuno a modo proprio, ma ho notato con attenzione e concentrazione; per me era anche importante osservare il movimento, la libertà e come illustrato all’inizio dell’incontro, l’accettazione del limite corporeo, inteso non come barriera insormontabile, ma come punto di arrivo per il riconoscimento del corpo e di partenza per individuare nuove strategie espressive. Dalla pulsazione del fuoco alla fluidità dell’acqua, accompagnati dai canti delle balene e sotto una scrosciante pioggia che nelle intenzioni doveva portare a “lavare via” stati d’animo e pesantezze, pestando i piedi in pozzanghere immaginarie come quando, da bambini, si gusta questo trasgressivo piacere. Ancora, spinti dal vento ad aprire ali e aquiloni, cercando un primo reciproco e delicato contatto, scambiandosi i colori e le sensazioni…”di che colore è la mia anima?” “Io sono vento perché……” ho tentato di suscitare l’espressione verbale delle sensazioni e alcuni hanno risposto al richiamo. Nella rarefazione dell’etere, come globi energetici che si toccano e si fondono finalmente, accompagnandosi reciprocamente nel viaggio, ho dato la consegna della fiducia, affidarsi, farsi accompagnare ad occhi chiusi dalla compagna o dal compagno nella danza, per una nuova esperienza di trasformazione personale, di apertura all’altro, di gioia. Infine il divertimento puro della danza, con un ritorno alle radici della tradizione, utilizzando i suoni della tradizione araba egiziana, in omaggio alla danza orientale, che da tanti anni studio e pratico. E nel rilassamento e nella condivisione finale ho sentito il calore del gruppo, una bella sensazione di leggerezza che mi dato soddisfazione e fiducia. Tante cose sono successe in due ore, che ho cercato di equilibrare perché non diventassero troppo affaticanti dal punto di vista fisico e che consentissero di assaporare stasi e movimento, intimità e caos, condivisione e piacere di stare insieme. Volevo suscitare percezioni diverse e favorire l’emersione di stati d’animo ad esse collegati: pulsazione, calore, radicamento, cristallizzazione, fluidità, accoglienza, emozione, allegria, serenità… spero di esserci riuscita, perché in un approccio così limitato nel tempo e non prettamente indirizzato ad aspetti terapeutici, ma piuttosto illustrativi non volevo appesantire più di tanto il clima, ma portare alla fine i partecipanti ad avere la sensazione di una nuova leggerezza, di aver lasciato andare qualcosa, fosse anche solo la stanchezza e lo stress della giornata lavorativa. Ho registrato mentalmente le impressioni condivise nei momenti di pausa e ciò che mi ha colpito in particolare è stata l’affermazione di una partecipante che alla richiesta “Cosa lasci andare?” mentre gettava nel centro del cerchio una stoffa colorata con la quale aveva appena danzato l’energia dell’aria, mi ha risposto “un dolore”. Ecco, questo è stato il momento in cui la dimensione terapeutica è comunque venuta alla luce anche se io non l’ho cercata di proposito e su questo ho riflettuto alla fine. La danzamovimentoterapia, come le altre artiterapie è uno strumento potente per aprire la consapevolezza del proprio sé interiore e per esprimere creatività e libertà in una dimensione contenitiva, mai giudicante, e empatica, senza mai perdere di vista la complessità dell’animo umano.

(Visitato 67 volte, 1 visite oggi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *