Blessingway per Nicoletta – Arteterapia 10 aprile 2016 a Limana (BL)

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PROGETTO ARTETERAPIA – BLESSINGWAY PER NICOLETTA

Limana (BL) 10/04/2016

A cura dell’Associazione “Tempio della Grande Madre” di Rongegno (TN)

Premessa: il Blessingway all´origine è un rito di passaggio Navajo. Può essere dedicato quindi anche alla donna incinta che sta per partorire e passa dall´essere donna all´essere madre. 

Il blessingway è quindi una giornata dedicata alla futura madre (nel nostro caso è durato 8 ore circa) alle 8 ore) ed è stato organizzato dall’Associazione “Tempio della Grande Madre” per la socia ed amica Nicoletta, che abita a Limana (BL), e curato da un’altra socia, Maria, che sta frequentando la scuola delle Doule presso la Tenda Rossa di Trento.

Abbiamo partecipato in 6 donne, due bambine e anche il compagno di Nicoletta ha contribuito alla buona riuscita della cerimonia, preparando uno squisito pranzo.

Essendo un cerimonia gioiosa e spirituale sono state svolte varie attività in onore della futura mamma:

– la creazione di un´atmosfera con candele, stoffe stese per terra, fiori, petali, corone di fiori, piume, musica di fondo, ecc.

– attività spirituali di invocazione di dee;

– lettura di scritti o poesie o dediche delle amiche;

– il calco in gesso del “pancione” di Nicoletta, affinchè possa conservare la memoria del suo periodo e della modificazione del suo corpo, come accogliente contenitore della bimba in arrivo;

– il lavaggio rituale con acqua profumata di oli essenziali di salvia e lavanda, che ogni partecipante ha fatto a Nicoletta con una dedica, un augurio e un pensiero;

– ognuna delle amiche ha portato una perlina e/o un ninnolo, che ha una significato per lei e nella quale ripone pensieri di incoraggiamento per fare una collana che Nicoletta potrà portare durante il parto o tenere sulla culla quando sarà nata Melissa.

– la condivisione delle proprie memorie, esperienze e sensazioni riguardo alla maternità e alla nascita nella quale mi sono sono inserita con un piccolo setting di arte terapia, utilizzando l’argilla e i colori di pastelli, oli, acquarelli e cere.

Il setting proponeva l’espressione delle immagini interiori suscitate dai concetti di maternità, madre, parto, figlie e figli.

Volevo stimolare anche l’emersione di paure e ansie consce o inconscie, per dare loro voce e con la condivisione, positiva risoluzione.

Setting: sala da pranzo sufficientemente spaziosa e ben illuminata.

Attrezzatura:

  1. Protezioni in plastica per i tavoli;

  2. fogli di carta disegno formato A3;

  3. colori di varia consistenza: pastelli acquerellabili, pastelli a cera e olio, tempere;

  4. 5 kg di argilla mista grigia e rossa;

  5. Spatole, pennelli, spugnette e coltellini per modellare;

Ho illustrato la consegna che non era altro che il completamento manuale di tutta una serie di attività svolte nella giornata e ho ricevuto una generale approvazione e disponibilità a mettersi alla prova, in una cornice così intima e famigliare, rassicurando le partecipanti sul fatto che non veniva richiesto la pregevolezza del risultato artistico (che comunque, a mio avviso c’è stato), ma semplicemente una libera espressione dei propri sentimenti cercando di dare loro una consistenza nella manipolazione dell’argilla, e nell’utilizzo successivo dei colori.

Non avevo mai sperimentato l’argilla rossa che è stata subito molto richiesta, a conferma del fatto che il rosso era il colore dominante della giornata, anche nell’addobbo della sala dove si è svolta la cerimonia.

Non ho utilizzato di proposito alcun sottofondo musicale ma ho incoraggiato la verbalizzazione.

Il setting è durato complessivamente un’ora e di seguito si possono vedere alcune immagini delle opere realizzate.

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Nella condivisione successiva abbiamo dato un’interpretazione ad alcune opere dove l’ansia di ciò che non si conosce e la paura per tutto quello che può riguardare il parto, il dolore fisico, il senso di abbandono, ma anche il potente effetto trasformativo che ha la gravidanza sul corpo e sulla psiche femminile, a mio avviso sono venute alla luce (vedi il “serpente – drago”, “il veliero – serpente” nella scultura e l’immagine del labirinto nella pittura, inteso come momento in qui “ci si può perdere”).

Nella modellazione, molto spazio è stato dato ai “vasi” intesi come contenitori e del “sentirsi contenitori” proprio della gestazione, mentre la figura di un corpo inarcato nel gesto dell’offerta secondo me rappresenta al meglio il concetto di “offrire sé stessa” nell’atto di generare.

E’ stata un’esperienza soddisfacente e complementare a tutto quanto è avvenuto nella giornata e penso che questa sperimentazione di setting arte terapeutico potrebbe diventare una buona prassi negli ambiti in cui i passaggi fondamentali della vita femminile in particolare e famigliare in generale rivestono una particolare importanza, gravidanza, menarca, lutto.

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