Un tempo per Stare

Dal Laboratorio All’Avventura tenuto dall’Operatrice in Formazione Valentina Recchia presso la Scuola per l’Infanzia di Lamosano (BL)


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Scrivo ora, dopo un paio di mesi dall’ultimo incontro, la mia esperienza con i bambini della Scuola dell’Infanzia di Lamosano (BL).

C’è un tempo per tutto, anche per sedimentare le cose belle e farle fiorire dentro di noi.

Il Laboratorio di Artiterapie, dal titolo all’Avventura, era una versione da me rimaneggiata e liberamente interpretata del Viaggio dell’Eroe, un percorso di fiabazione che a mia volta frequentai presso la sede Artedo di Padova e condotto dalla mia tutor, Astrid
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La struttura era a grandi linee la stessa ma contaminata da giochi provenienti dal Teatro e dalla Danza.

Il bambino dopo aver creato il suo eroe magico, affronta un viaggio, un gioco, con i suoi riti e le sue regole. Un viaggio-gioco divertente e fantastico, che gli farà scoprire come affrontare una propria paura attraverso il suo personale e meraviglioso potere creativo.

Ogni bambino ha un eroe dentro di sé, un principe coraggioso o una bellissima principessa. Quest’eroe lo accompagna in un mondo di magie e di colori, ma
anche di mostri e di aiutanti misteriosi, aiutandolo a sentirsi libero di creare e di raccontare la sua storia
avventurosa.
Viaggiare è per noi soprattutto un motus della mente, suggerito da uno stato d’animo, a cui non si può chiedere ragione della sua esistenza: esiste perchè noi esistiamo. Il viaggio è sempre stato considerato come il simbolo della ricerca del sé, del rito di iniziazione e di passaggio, è presente in tutte le fiabe e racconti.

In questo “viaggio”, estremamente importante è stato il costante supporto di Nives Barattin, la maestra che ha affiancato e sostenuto questa esperienza, una maestra di Cuore e che lavora con il Cuore per i suoi allievi.

lab05La classe di ben 22 elementi vedeva anche la presenza di alcuni bambini di origine straniera, di cui alcuni più piccoli e altri con difficoltà
on la lingua. Nonostante si trattasse di un gruppo molto numeroso, l’attenzione nei confronti delle attività e del resto gruppo era sempre molto alta. Attraverso l’uso della voce pacata, quasi mai alzando il volume, l’uso di musiche scelte per il loro potere distensivo e meditativo, si creava nell’aula un’atmosfera di ascolto di calma e concentrazione che facilitavano il contatto con il proprio sentire.

Ma di tutto questo quello che colpì maggiormente me e l’insegnante, era l’attenzione verso le piccole cose e il bisogno di tempo che questi bambini chiedevano.

La ricerca di un proprio tempo infatti divenne un leitmotiv involontario del laboratorio; Un tempo per stare, stare nelle cose, stare attenti, stare con i compagni…stare con i propri tempi.

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Ogni bimbo ne aveva uno.

Chi inizialmente si faceva prendere dalla frenesia del completare il prima possibile l’elaborato, come se si trattasse di una prestazione, gradualmente, si accorgeva che c’era ancora tempo e che poteva dedicarci più cura e attenzione, rallentando e ascoltandosi, scopriva particolari che diversamente non avrebbe usato o esplorato; altri, soprattutto le bambine, avevano bisogno di un tempo per riflettere, di stare senza fare, e con calma entrare nel lavoro per arrivare poi a disegni dai tratti fini e pieni. con particolari significativamente ricchi, alcuni così decorativi da sembrare merletti.

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Questa esperienza ci ha ricordato che il bambino ha bisogno, a qualsiasi età di poter stare in quello che fa, di esser lasciato libero di arrivare con i suoi tempi e non imporgli i nostri orma scanditi e frenetici.
E a insegnato a noi adulti/insegnanti/genitori, sempre attenti a risultati e consegne da rispettare, a godere della pace e gioia che il processo creativo libero, senza giudizio, evoca per tornare anche noi un po’ bambini… e con loro disegnare, ballare e cantare al ritmo del nostro cuore.

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Valentina Recchia

Autore: Valentina Recchia

Diplomata alla Scuola di Formazione per l’Attore “Giovanni Poli” del Teatro a l’Avogaria di Venezia. Ha seguito diversi laboratori e seminari con Tenerezza Fattore, Maril van den Broek, Fabio Alessandrini, Maurizio Schmidt, Pierre Byland, Ugo Maria Morosi, Fabrizio Cattani, StefanoPagin, Teatro del Lemming. Come attrice ha collaborato con diversi registi: R. Bellandi, P. Bertinato, P. Vescovo, Anja
Rudak, C. Zaja, N. Vicentini. Attualmente lavora per la Compagnia del Teatro all’insegna dell’Orso in Peata, il CSS teatro Stabile d’Innovazione di Udine. E’ co-fondatrice di Megalattera Teatro e Beta Teatro. Nel 2010 presenta su invito e per il Festival Internazionale LIK-2 in Russia, come rappresentanza dell’Italia, Sfortunate fortune, spettacolo di commedia dell’arte. Durante la sua formazione e tutt’ora porta avanti una personale ricerca sull’espressività corporea mescolando e attingendo da vari apporti, danza, teatro danza, bioenergetica.

Ha conseguito il Master in ArtiTerapie Integrate presso la Scuola Artedo, Protocollo Discentes per le ArtiTerapie. Attualmente frequenta il triennio di Specializzazione in ArtiTerapie Plastico-Pittoriche e Teatrali.

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