come ho scelto di diventare Arteterapeuta, il mio incontro con la scuola Artedo di Verona e Vicenza 

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Esistono delle forze arcaiche e misteriose che ci spingono verso il nostro destino.Verso il nostro vero IO. Esprimermi attraverso la creatività, mi da un senso di libertà, di leggerezza…Quando creavo, il vuoto che sentivo dentro di me in qualche modo si placava, entravo in un mondo tutto mio, fatto di colori e allegria. Creavo a tutto tondo; coloravo le biciclette, quadri, mobili e tutto quello che attirava la mia attenzione, forse inconsciamente percepivo già il potere curativo dell’Arte, ma non riuscivo a trovare una parola che contenesse i miei pensieri riguardo a tutto ciò. Passai l’adolescenza in maniera diciamo tumultuosa, non avevo la forza e soprattutto l’autostima di credere in me stessa, frequentai il liceo artistico tra alti e bassi, mi sarebbe piaciuto terminate le superiori, frequentare l’accademia di belle arti, ma non riuscii, poi forse per compiacere mio padre, mi iscrissi alla scuola per diventare modellista e stilista della calzatura. Vinsi anche tre concorsi per la scarpa più creativa, ma non ero felice, volevo di più. Non sapendo cosa fare della mia vita decisi di mettere la famosa “testa a posto”; mi aprii un piccolo negozio di calzature e abbigliamento; la soddisfazione più grande e più bella di quel periodo è stato quando ho dipinto le mura del negozio e disegnato i mobili per arredare… Immersa nella routine e in quel mondo non ci stavo bene, la verità è che avevo abbandonato e tradito la mia creatività per mettere la famosa “testa a posto” con tanto di lavoro fisso, che a me fondamentalmente non mi interessava, preferivo di gran lunga fare quello che mi piaceva, punto e basta…
poi mia cognata fece un corso di trucca bimbi e vidi che cosa si poteva realizzare sui loro bellissimi visetti e me ne innamorai… decisi di fare un corso di trucca bimbi, capii quanto mi era mancato esprimermi attraverso la creatività, iniziai a propormi alle feste eventi per bambini come trucca bimbi. Stavo scoprendo un mondo che mi affascinava, stare con i bambini mi rasserenava. Sono sempre stata una burlona, una che faceva ridere, il mio era anche un modo di esorcizzare il dolore che portavo dentro, tramite il sorriso e l’allegria facevo divertire loro, ma per me fu come una terapia, il loro mondo fatto di schiettezza, semplicità e allegria mi contagiò. Iniziai a fare corsi di clown terapia, corsi per diventare animatrice socio culturale, corsi di bolle di sapone, ma di questo vi racconterò più avanti delle mie amate bolle… Insomma lasciai il famoso lavoro sicuro per lavorare con i bambini e fare l’animatrice agli eventi dedicati ai più piccoli, mi resi conto che molte mamme si complimentarono con me, vuoi perché il figlio che non si lasciava mai coinvolgere e con me si era rilassato e aveva partecipato ai giochi, vuoi perché una volta una mamma che era appena rimasta vedova, mi ringraziò perché da quando il loro padre era morto, i suoi bambini non ridevano più e io animatrice alla loro festa avevo avuto la capacità di farli sorridere un pò e pensare meno alla tragedia che li avevano colpiti, mi stavo rendendo conto che il mio lavoro a primo istante potrebbe sembrare superficiale, facile, ma dentro di me stava nascendo l’opinione che ci fosse di più, c’erano dinamiche dolorose dei loro vissuti che riaffioravano nei bambini durante il gioco, mi resi conto che mi sarebbe piaciuto moltissimo poter aiutare questi bambini a essere più felici, sereni, più fiduciosi verso la vita, verso il loro futuro…
Quante volte ho sentito pronunciare dalle loro piccole bocche; non ce la faccio, non sono capace…
e ogni volta con la mia testardaggine e caparbietà li facevo provare, li stimolavo, li incoraggiavo e quanta felicità provavo quando tutti sudati e con i visetti contenti mi dicevano che ce l’avevano fatta!
Queste per me sono soddisfazioni, per me non è lavoro, è passione, magia…
Avevo sentito parlare per la prima volta dell’Arteterapia, tramite una mia cara amica e maestra con il dono di leggere oltre…mi disse che ero portata per l’ Arteterapia e in quel modo avrei potuto aiutare gli altri, ma prima dovevo aiutare me stessa…
Sinceramente la prima cosa che pensai fu; non sono capace, non ce la faccio. Lasciai cadere tutto nel dimenticatoio, anche se quella parola in testa continuava a risuonarmi nell’anima.
L’anno scorso parlando con un altra amica e  maestra, dissi a lei che percepivo che la mia vita aveva bisogno di un cambiamento, era giunto il momento di prendere in mano la mia vita, di dare una svolta, uscì spontaneamente dalla mia bocca la parola Arteterapia…Decisi di guardare su internet se nella mia città (Verona) esistesse una scuola, un corso di Arteterapia; vidi la scuola Artedo che apriva a Verona, lo vidi come un segno del destino. Chiamai la scuola e mi rispose Axel Rütten, il direttore della scuola, molto gentile e professionale mi spiegò bene come funzionava la scuola, all’inizio l’idea era quella di iscrivermi al Master integrato in Artiterapie, non avendo ancora bene le idee chiare, ma soprattutto avevo paura di non riuscire a studiare, essendo tanti anni che non lo facevo, ero timorosa di non riuscire a stare al passo con il programma e con gli esami, di non avere la mente allenata nonostante fossi un assidua lettrice. Superate le mie paure con l’incoraggiamento di Axel Rütten e la moglie docente Pamela Palomba, mi iscrissi al master e iniziai il mio percorso, il primo mese fu per me difficile in quanto dovetti imparare a destreggiarmi con la famosa e ostica piattaforma e-learning, ma con pazienza e decisione iniziai a prendere confidenza e a capire. Non avendo mai studiato alcune materie fu un salto nel vuoto all’inizio capire tutti i nuovi termini e capire i concetti mi risultò faticoso, ma essendo una persona che non si arrende mai, anche in questo frangente non lo feci, ma caparbia affrontai la situazione. Dopo un pó di mesi finalmente iniziai a sentirmi a mio agio con la terminologia, mi sentivo leggermente più sicura e determinata a farcela. Adesso che ho finito il master e mi sono iscritta al secondo anno di specializzazione in Arteterapia, non mi sembra vero, sono veramente felice… Perché nel mio cuore ho la certezza che un giorno lavorerò con i bambini come Arteterapeuta e allora sì che potrò aiutarli a esternare con l’arte i loro pensieri e preoccupazioni, aiutarli e sostenerli nel loro difficile percorso, perché essere bambini oggi giorno è difficile…
Tornando a me, Il percorso non è per nulla semplice, perché ogni volta che partecipo ad un laboratorio, ne esco sconvolta e con le ossa rotte! subito, sono sincera non riuscivo bene a capire come lavorasse l’Arteterapia su l’essere umano, ma quando ho provato su me stessa che cosa significa ne sono rimasta colpita e affascinata, Il setting, sempre molto intimo e protetto ti invoglia a uscire dal guscio, a lasciarti andare, a parlare di te, e il gruppo che abbiamo formato; vario e ognuno con la sua personalità è fonte di ispirazione, perché ognuno ha la sua storia, la sua leggenda personale.
I laboratori a cui ho partecipato mi hanno fatto emergere ricordi e problematiche che pensavo superate e risolte, invece tramite l’Arte che è un linguaggio universale ho capito che c’è ancora tanto da fare e che se voglio diventare una buona Arteterapeuta prima devo fare un lavoro su me stessa, integrare le mie ombre, amarle, proteggerle. È un lavoro spossante è un viaggio interiore è mettere il dito nella piaga ogni volta, ma è anche una liberazione, perché mi permette di guarire, di accettarmi, di amarmi.
Nel prossimo articolo vi racconterò le mie esperienze…

voglio solo dirvi; non adagiatevi nella mediocrità…

osate, osate, osate,

non lasciatevi intimorire dai dubbi, dalle perplessità, la vita è una e va vissuta pienamente, non dite è troppo tardi, ormai è così…

combattete per i vostri sogni….

 

” la sofferenza affina l’essere umano e ne forgia l’esistenza”

Benedetta

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Benedetta Carradori

Autore: Benedetta Carradori

 

Diplomata liceo artistico, stilista e modellista della calzatura, animatrice socio culturale… adoro giocare e sperimentare con le bolle di sapone e lavorare con i bambini. Cosa dire di me…. Sono una persona semplice, creativa e bambina dentro, mi stupisco per ogni cosa, mi piace sperimentare. Nei miei scritti troverete molti puntini di sospensione, perché così è la vita… Attimi di sospensione tra una realtà e l’altra, uno spazio temporale dove l’anima si raccoglie in uno spazio intimo, fecondo e creativo…
Ho tanto da imparare, ma con la mia semplicità e umiltà vorrei raccontarvi in questo blog il mio viaggio- percorso nella scuola Artedo di Verona; Il mio tirocinio, le emozioni, le sensazioni… Buon viaggio!

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