Laboratorio tirocinio di espressività corporea con bambini

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Cronaca di un tirocinio

D’accordo con gli educatori e per non deludere i nostri numerosi ragazzi, abbiamo deciso di fare due laboratori in una mattinata; bambini e adolescenti. Anche in questo laboratorio c’è stata una prevalenza netta di sesso femminile (100%).

LABORATORIO CON BAMBINE

Il setting che ho scelto è stata la sala nella biblioteca adiacente al centro, una sala dove abbiamo tolto tutte le sedie e ho invitato le bambine a togliersi le scarpe per ricevere un maggior contatto con la madre Terra e con la propria corporeità. Ho proposto loro di mettersi in cerchio sedute per terra, raccontando così una piccola storia dove attraverso la musica, il ballo e la fantasia saremmo entrati nel nostro mondo segreto, fatto di desideri e di sogni. Ho chiesto loro di alzarsi e sempre in cerchio abbiamo iniziato facendo tre grandi bei respiri, per rilassarci e iniziare il nostro viaggio attraverso i suoni e la danza. Alcune mi dicevano che non erano capaci di respirare con il naso, ma molte di loro piacque questo semplice eppur efficace esercizio, lo hanno trovato rilassante e divertente. Ho proposto loro di fare un bel girotondo, prima in senso antiorario e poi orario intonando con voce alta le vocali, iniziando con un aha aha…e così via, chiesi a loro di allargare e stringere il cerchio sempre intonando aha aha, ehe ehe, Ihi Ihi, oho oho, uhu uhu, é piaciuto molto il poter “vocalizzare” e scaricare così l’energia in eccesso, ho poi chiesto di stendersi sopra i grandi teli azzurri che avevo precedentemente posato sul pavimento, messa una canzone rilassante, tutte in silenzio e con gli occhi chiusi chiesi a loro di iniziare a muoversi lentamente, cercando di percepire ogni parte del propri corpo; i piedi, le gambe, la pancia, le braccia, il collo e per finire la testa, di iniziare a sgranchirsi, come se si fossero appena svegliate da un lungo letargo. C’erano bambine che ascoltavano e amavano questo senso di confidenza con il proprio corpo, altre che impacciate e un po’ a disagio cercavano di allentare la tensione continuando a ridere e a prendersi in giro… le ho poi invitate a mettersi in ginocchio, in piedi muovendosi lentamente e dolcemente stiracchiandosi per bene, come se fossero stati dei bellissimi e flessuosi gatti.

Il gioco delle statuine di ghiaccio
Musica: “Princesa negra” e Tam Tam yankady”

Spiegai che avrei messo un’allegra e coinvolgente canzone, che avrebbero potuto ballare e muoversi nello spazio come piaceva a loro, in assoluta libertà di movimento e espressione, ma quando avrei fermato la musica, avrebbero dovuto fermarsi nella posizione in cui erano, come se fossero state delle statuine di ghiaccio. Accesa la musica (che scelsi con tonalità africane e percussioni per ricordare le loro origini) notai un vero coinvolgimento da parte di tutte, ridevano e si muovevano in maniera fluida e armoniosa sempre con il sorriso sulla bocca, il gruppo era composto dal 98% di bambine di origini Africane.
Ho chiesto poi a tutte le bimbe di ballare con gli occhi chiusi, sdraiate per terra, in ginocchio, tutti esperimenti dove le bambine chi in modo più aggraziato, chi più irruente esprimeva se stesso e le sue emozioni.

In un secondo tempo distribui delle strisce allungate di carta pesta da tenere in mano, dissi a loro che potevano far finta di disegnare in aria/nell’aria quello che volevano sempre ispirate dalla musica. In questo esercizio ho messo delle canzoni di Enya, coinvolgenti, riflessive e melodiose; le bambine si sono subito lasciate andare, ballando e muovendosi con grazia, tutte intente a muovere ogni parte del corpo… è stato emozionante vederle, mi sono anche commossa, e come se in quell’istante avessi percepito i loro sogni, i loro desideri, le loro aspirazioni…
Anche in questo esercizio ho chiesto loro di ballare in ginocchio e per terra, alcune di loro non la presero molto bene perché si sentivano un po’impedite nei movimenti. Chiesi a loro che cosa avessero disegnato nell’aria, le loro sensazioni…le loro difficoltà.
Le risposte furono molto belle; chi aveva disegnato il mare al tramonto, un cuore, un gatto, il sole…

e le emozioni provate durante l’esercizio; felicità , spensieratezza, dolcezza, allegria, energia e libertà.

Proposi verso la fine del percorso di mettersi in ancora in piedi in cerchio e battendo le mani, come a voler suggellare la fusione che si era venuta a creare in precedenza e una alla volta di entrare all’interno del cerchio facendo un semplice e istintivo movimento, un battito di piedi, di mani, qualsiasi cosa avessero in mente. Quasi tutte le bambine fecero ruote, spaccate, ponti, ansiose di far vedere agli altri e a me che cosa sapevano fare, si sono divertite moltissimo tanto che abbiamo fatto per due volte consecutive l’esercizio del cerchio. Nessuna si vergognava, tutte erano molto coinvolte. Arrivati alla fine del percorso, durante la verbalizzazione ho detto loro di sciogliere il cerchio, ma non prima di averle fatte sedere per terra e chiedendo loro che cosa era piaciuto di più e di meno, le risposte furono entusiasmanti…era piaciuto tutto, si erano divertite e con questi ritmi tribali era come se fossero tornate a casa …nella loro amata terra; l’Africa.

Conclusioni: È stata un esperienza coinvolgente ed emozionante, ho visto i loro corpi e le loro anime vibrare, erano felici, vive e con gli occhi che ridevano, mi hanno abbracciato, baciato e mi hanno chiesto se potevano rimanere a fare il laboratorio successivo con le adolescenti! Quello che ho notato è stata una spiccata esuberanza, una fisicità molto accentuata nelle bambine africane, la bambina araba invece era molto dolce e aggraziata, mimava anche certi balli orientali, la bambina italiana invece si sentiva un po’ a disagio da questa esuberanza, ma poi è stata letteralmente travolta e inserita nel gruppo.

Come prima esperienza di tirocinio in espressività corporea con elementi di DMT, ma soprattutto grazie ai consigli della docente in Danzamovimentoterapia Sonia Barsotti, sono soddisfatta, felice e commossa.

le bambine mi hanno conquistato il cuore con la loro semplicità e allegria, piccoli tornadi fiere e orgogliose!

Grazie per la lettura
Benedetta

Nel prossimo articolo vi racconterò il laboratorio con le adolescenti

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Benedetta Carradori

Autore: Benedetta Carradori

 

Diplomata liceo artistico, stilista e modellista della calzatura, animatrice socio culturale… adoro giocare e sperimentare con le bolle di sapone e lavorare con i bambini. Cosa dire di me…. Sono una persona semplice, creativa e bambina dentro, mi stupisco per ogni cosa, mi piace sperimentare. Nei miei scritti troverete molti puntini di sospensione, perché così è la vita… Attimi di sospensione tra una realtà e l’altra, uno spazio temporale dove l’anima si raccoglie in uno spazio intimo, fecondo e creativo…
Ho tanto da imparare, ma con la mia semplicità e umiltà vorrei raccontarvi in questo blog il mio viaggio- percorso nella scuola Artedo di Verona; Il mio tirocinio, le emozioni, le sensazioni… Buon viaggio!

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