LABORATORIO ESPRESSIVO BAMBINI CON COLLAGE

LABORATORIO ESPRESSIVO CON IL COLLAGE
“TRASFORMA L’IMMAGINARIO E CREA LA TUA SCATOLA DEI SOGNI E DEI DESIDERI”image

Tirocinio presso centro bambù GOLOSINE Vr
23/06/2016

Gruppo di bambine dai 6/8 anni. Omogeneo
Composto da 96% africane, 1% arabo 2% italiane

Ho disposto su un tavolo un po’ di riviste, fumetti, focus junior, ma non essendo state molte, ho preferito aggiungere altri materiali più bizzarri, tipo stoffe, tappi di plastica, carta da parati e altri vari materiali di riciclo, ho dato loro una scatola di scarpe neutra chiedendo a loro prima di iniziare, che cosa avrebbero voluto mettere dentro nella loro scatola magica dei desideri, ho chiesto loro di raccontarmi i loro sogni; è stato interessante fare un tuffo nel passato, quando anch’io con l’innocenza che solo una bambina può avere chiedevo di volare nel cielo, di rendermi invisibile, di attraversare una porta e andare dall’altra parte del mondo. Le risposte che hanno dato le bambine sono state tra le più disparate e fantasiose, solo una piccola e molto diligente mi ha detto che il suo sogno più grande era che la famiglia stesse sempre bene.
Ho detto loro che avrebbero potuto utilizzare tutti i materiali messi a disposizione, molte di loro iniziarono un po titubanti, non sapevano come fare, ma poi piano piano hanno preso confidenza con i materiali. C’è stato un gruppetto da tre che hanno fatto la stessa identica scatola, sono andate per emulazione, altre invece sono andate avanti con la loro idea, mentre un gruppetto molto burrascoso mi ha creato non pochi problemi; continuavano a ridere e a parlare ad alta voce, le altre bimbe intimavano loro di stare zitti, ma queste erano intenzionate a fare ciò che volevano, già mi era stato detto che erano turbolente e chiassose queste bambine, una di loro in particolare voleva sfidarmi con gli occhi, quando la guardavo, subito lei non faceva niente e mi guardava con aria strafottente, sinceramente mi sono trovata in difficoltà, perché non sapevo come avrei dovuto reagire, a istinto io, come Benedetta l’avrei mandata fuori dalla stanza assieme alle sue amiche, ma non sapevo se andava bene in Arteterapia, anche se non sto facendo ancora chiaramente Arteterapia, mi dispiaceva vedere le altre bambine tutte concentrate e intente che si lamentavano per il troppo chiacchiericcio, dentro di me avevo paura di aver bloccato o innescato dei meccanismi che non andavano bene, anche con l’educatrice abbiamo parlato e cercato di capire che cosa si poteva fare. Alla fine ho scelto di lasciare la situazione così, mi sono messa nei panni di essere da sola e ad un laboratorio con i bambini e sicuramente non mi sarei potuta permettere di mandare fuori una bambina. Terminata la scatolina magica dei desideri ho chiesto loro a chi avrebbero voluto regalarla, e che cosa rappresentava, molte di loro mi dissero che era per il fratellino più piccolo, mentre altre erano destinate alle mamme. Una bambina mi disse che la scatola era destinata a me, mi senti particolarmente orgogliosa, mi commossi, anche perché durante il laboratorio la bambina mi aveva detto di volerla regalare alla madre. Per me è stato un onore, una ricompensa dopo questo difficilissimo laboratorio. Devo dire a mio modesto parere che i bambini africani hanno una educazione completamente diversa dalla nostra, sono più fisici, ciarlieri e più indisciplinati, non hanno bene in chiaro come si devono comportare, anche noto nelle cose più elementari, tipo chiedere il permesso per prendere una cosa non loro.
È stata direi una esperienza traumatica per me, io sono abituata a stare in mezzo ai bambini, ma con loro ho perso la pazienza e non sapevo come comportarmi.
Spero di imparare…

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Benedetta Carradori

Autore: Benedetta Carradori

 

Diplomata liceo artistico, stilista e modellista della calzatura, animatrice socio culturale… adoro giocare e sperimentare con le bolle di sapone e lavorare con i bambini. Cosa dire di me…. Sono una persona semplice, creativa e bambina dentro, mi stupisco per ogni cosa, mi piace sperimentare. Nei miei scritti troverete molti puntini di sospensione, perché così è la vita… Attimi di sospensione tra una realtà e l’altra, uno spazio temporale dove l’anima si raccoglie in uno spazio intimo, fecondo e creativo…
Ho tanto da imparare, ma con la mia semplicità e umiltà vorrei raccontarvi in questo blog il mio viaggio- percorso nella scuola Artedo di Verona; Il mio tirocinio, le emozioni, le sensazioni… Buon viaggio!

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