Laboratorio Arteterapia; ” la creatività del bambino tra bidimensionalità e tridimensionalità

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LABORATORIO ARTETERAPIA
DOCENTE: PAMELA PALOMBA
09-10-09/2016

” LA CREATIVITÀ DEL BAMBINO TRA BIDIMENSIONALITÀ E TRIDIMENSIONALITÀ”

Abbiamo iniziato mettendo fogli in verticali, cercando di fare esplorazione grafica del foglio, abbiamo mosso e liberato la mano, ma soprattutto abbiamo “invitato” a scarabocchiare il bambino che è in noi. Tramite questi esercizi di decompressione, ci si rilassa e si ritorna ad uno stato direi arcaico, primitivo, dove il susseguirsi di linee e punti, danno un effetto liberatorio. Per liberarsi ancora di più a livello mentale e interiore, abbiamo provato a tracciare delle linee dall’alto verso il basso respirando prima con la mano dominante, e poi con l’altra mano; è stato interessante percepire lo stato d’animo che si andava a creare: quando si usava la mano dominante c’era liberazione, libertà e leggerezza. Usando la mano non dominante, una sensazione di timidezza e difficoltà andava ad affacciarsi in noi, la sensazione è stata come quella di abbandonare le proprie certezze per scoprire nuove cose, con leggero senso di smarrimento, misto a curiosità. Abbiamo svolto degli esercizi di respirazione per entrare ancora di più in noi stessi ed essere presenti nel qui e ora, è stato difficoltoso per me all’inizio perché mi sono accorta di avere il fiato corto e di non riuscire ad aprire bene i polmoni, non pensavo di essere così tesa e in ansia… mi ha permesso di rilasciare le tensioni che avevo accumulato in quel periodo vorticoso che stavo passando. Abbiamo eseguito “l’esercizio del leone”, molto intenso a livello fisico e psicologico. Credo sia servito per aiutare a trasformare rapidamente certi nostri stati interni, come a volerli smuovere. Per me è molto interessante durante i laboratori di Arteterapia fare anche esercizi di yoga e respirazione, mi aiuta a concentrarmi sul presente ed essere più attiva. Terminato l’esercizio abbiamo attaccato alle pareti in verticale della carta di giornale, ho preso dei colori che mi ispiravano e poi ho iniziato a fare come dei cerchi nel grano, una specie di codice alieno ispiratomi, all’improvviso guardando anche le altre ragazze e la loro libertà di espressione, mi sono sentita prigioniera del mio disegno; la sensazione era quella di essere confinata in un angolo della mia mente. Ho sentito la necessità di uscire dal ruolo di perfettina che mi sono autoimposta nella vita.

• DESTRUTTURARE: modificare la nostra struttura, liberarsi da tutte le nostre gabbie fisiche e mentali
• Non si può fare troppo velocemente,ma dobbiamo rispettare le tempistiche di ognuno.

Nel pomeriggio e in generale abbiamo lavorato molto sulla verticalità; è molto energetico e di respiro, quando si lavora in verticale è bene farlo in tutte le direzioni: dall’alto al basso e viceversa, è importante per sperimentare gli stati d’animo… e si va a creare nuove idee staccandoci dalle solite abitudini. Anche il semplice fatto di usare la mano non dominante innesca meccanismi nel nostro cervello che vanno a sollecitare l’altro emisfero che usiamo di meno, aiuta a riequilibrare la mente e il cervello. Abbiamo poi lavorato a coppie; ci sono stati dati 6 fogli a testa per un totale di 12. Una di fronte all’altra dovevamo a fasi alterni, fare un semplice e liberatorio scarabocchio usando la mano non dominante, l’idea è quella che la nostra compagna riuscirà a scorgere un qualcosa nei nostri scarabocchi, mettendo anche un titolo, una parola che le risuonasse. Potrà anche aggiungere qualcosa al disegno dell’altro se lo riterrà opportuno. Terminato l’esercizio abbiamo messo i fogli uno sull’altro… Ci è stato chiesto di scegliere dei colori e iniziare a colorare i nostri scarabocchi.
Lì mi sono lasciata completamente andare, dentro di me è come se fossi esplosa. Io che uso sempre acquerelli e colori delicati sui toni del verde azzurro, ho sentito la necessità di usare colori ad olio; viola, rosso, grigio, nero. Ho iniziato tracciando fortemente con i colori sul foglio, la mia mano era pesante, tutto era istintivo, non mi curavo del risultato, ho anche sporcato dei fogli senza volerlo con la grafite, ma non me ne sono curata, era talmente liberatorio per me che mi ha dato la possibilità di esprimermi in assoluta libertà, senza manie di perfezione e rigidità mentale, è come se fossi stata un fiume in piena. È stato bellissimo. Da tanto che non mi sentivo così, ed è in questi momenti che sono felice di essermi iscritta a scuola ed avere intrapreso questo percorso, perché sto cambiando pelle, sto capendo molte cose di me. Ogni volta è una conquista, una sorpresa, è stato illuminante questo laboratorio, ha fatto uscire tutto quello che provavo in quel momento della mia vita. In seguito ci è stato richiesto di creare, raccontare una storia con le nostre tavole di scarabocchi; subito io e l’altra ragazza siamo andate d’accordo; c’era rispetto, fiducia e armonia. Abbiamo collaborato molto bene, anche qui le nostre varie personalità si sono affacciate, ma siamo riuscite tramite la nostra storia a integrarle e ad accettarle.
l’ Arteterapia opera in profondità, va a penetrare con delicatezza e a volte con irruenza nelle nostre emozioni, e tramite l’arte ci permette di esprimerle e integrarle nella nostra vita.

buona lettura

Benedetta

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Benedetta Carradori

Autore: Benedetta Carradori

 

Diplomata liceo artistico, stilista e modellista della calzatura, animatrice socio culturale… adoro giocare e sperimentare con le bolle di sapone e lavorare con i bambini. Cosa dire di me…. Sono una persona semplice, creativa e bambina dentro, mi stupisco per ogni cosa, mi piace sperimentare. Nei miei scritti troverete molti puntini di sospensione, perché così è la vita… Attimi di sospensione tra una realtà e l’altra, uno spazio temporale dove l’anima si raccoglie in uno spazio intimo, fecondo e creativo…
Ho tanto da imparare, ma con la mia semplicità e umiltà vorrei raccontarvi in questo blog il mio viaggio- percorso nella scuola Artedo di Verona; Il mio tirocinio, le emozioni, le sensazioni… Buon viaggio!

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