Una, nessuna, centomila … creatività

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Prendendo a prestito il titolo dell’opera pirandelliana si potrebbe quasi vedere la creatività come un novello Vitangelo Moscarda. Questa è al contempo una, rappresentata dall’immagine che ogni essere umano ha del suo essere creativo, nessuna derivante dalla difficoltà di afferrarne, nella totalità, la sua essenza, e centomila affanni per definirla. Ad oggi si ritiene che la creatività sia caratteristica, anche se con diversa gradualità, di tutti gli individui e, personalmente ritengo che sia una delle migliori strade percorribili per preservare la propria umanità. Non potrei intraprendere questo percorso di studi e di vita, infatti, se non fossi convinta che in ciascuno di noi esiste un potenziale creativo, se non sentissi costantemente l’esigenza di nutrire la mia quotidiana creatività. Questa, unita al bisogno, ha permesso l’evoluzione dell’uomo stesso. Il passaggio, qui semplificato all’eccesso, nel corso della preistoria, dall’utilizzo della lancia, lancia-propulsore, arco, ne è un esempio. Tale concetto si legherebbe a quello di innovazione rientrando tra le definizioni che si riferiscono ai prodotti dell’atto creativo; Taylor, ad esempio, descrive creativi, i processi volti alla realizzazione di un nuovo prodotto. Tra le varie definizioni, siano esse rivolte al prodotto o al processo stesso di produzione, legate all’innovazione piuttosto che al carattere conservativo (Henle ne sottolinea la ricettività e la capacità di far buon uso degli sbagli), si deve considerare la creatività come un capacità cognitiva volta ad individuare un punto tra possibili punti di vista. Il pensiero creativo permette di abbandonare la visuale unidirezionale a favore della tridimensionalità ed oltre. Il pensiero divergente, secondo l’accezione di Guilford, rifiuterà di essere imbrigliato in schemi e regole precostituite andando alla ricerca, in un processo fluido e flessibile, di alternative originali. La creatività è un’attitudine, rifiuta la routine, da intendersi come la ripetizione priva di interiorità nei gesti e negli atteggiamenti. Parlerei quindi di spirito creativo volto, non unicamente, alla risoluzione delle problematiche ma uno stile di vita indagatore e curioso da coltivare e risvegliare, con passione ed esercizio costante. La progettualità, la sperimentazione, l’ascolto, la consapevolezza accompagnano il nostro essere creativi. Come Carotenuto suggerisce “la creatività è la risposta che apre”, rende ciascun individuo ricettivo al cambiamento, aperto ad essere presente a sé stesso, nel mondo, verso gli altri. La creatività richiede il coraggio necessario per non abbandonarsi all’ovvio.

252178_2084679310621_956172_nE allora ben venga trasformare l’oblò di una vecchia lavatrice in sedia, un barattolo di piselli in un portafiori, sono esercizi che mantengono viva, da un lato la nostra anima giocosa, dall’altro la predisposizione a guardare e guardarsi sempre con occhi nuovi.

In una società che ci vorrebbe ubriachi di apparenza, anestetizzati dal conformismo, la creatività profuma di essenza.

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