Dove eravamo rimasti?

Eccomi di nuovo qui dopo due mesi di silenzio e con molte perplessità sulla conduzione di questo blog, perplessità che avevo manifestato a quanto mi avevano in ottima fede spinto ad aprirlo.
Stefano Centonze al XIV congresso delle artiterapie di Scalea, pur elogiando quanti (pochi) sul totale degli iscritti ai corsi hanno deciso di aprire la pagina personale in qualità di “operatori in formazione delle artitepie” , ha fatto giustamente notare che un blog non si deve ridurre alla sterile annotazione di eventi, sicuramente importanti per chi li vive nell’ambito delle artiterapie, ma isolati nel tempo, senza una vera continuità.
Non è questo lo spirito del blog, mi sono detta, il blog deve essere una specie di canovaccio dove stendere le proprie quotidiane riflessioni sul percorso che si sta compiendo nel mondo delle artiterapie, che comprendono si, le esperienze laboratoriali e i workshop o gli spettacoli ai quali si partecipa o si assiste, ma che riguardano anche più intimamente il proprio sentire in materia.
Allora mi sono interrogata sulla validità del mio modo di utilizzare la pagina blog: semplice pubblicità personale? Non ha molto senso.
E alla fine ho pensato che per non rinunciare totalmente al suo mantenimento e ridurlo ad una sterile passerella di avvenimenti, dovrò darmi una disciplina quasi quotidiana, meglio se proprio quotidiana per scriverci pensieri e riflessioni che forse, con moltissima umiltà e modestia possono stimolare l’altrui pensiero e riflessione e alla fine portare ad una migliore comprensione di cosa significa effettivamente l’approccio arteterapeutico in tutte le sue infinite sfaccettature e possibilità.
Anche questa è creatività! Allora io inizio eh??!??
Ma prima di tutto torniamo al mese di ottobre e a ciò che è successo allora.

 

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