HOMO RIDENS: DIVERTENTI SUGGESTIONI PER POSSIBILI PERICOLOSE CRESCITE.

“Ridici su!” sembra un saggio suggerimento come panacea di ogni male esistenziale contemporaneo. Ma sappiamo veramente quali potenzialità questo nasconde?

Non tutte le risate sono uguali: si può ridere perché qualcuno ci fa il solletico, per una dimostrazione istintiva di gioia, quando si allenta una forte tensione o quando ci si confronta con arguti giochi di parole. È quest’ultimo caso che ci interessa ed è da qui che può nascere un nesso con l’Arte terapia.

Immaginate che qualcuno vi offra la possibilità di produrre un vostro video – ritratto partendo da un disegno che vi rappresenta. Aggiungete a quella che pare una vera e propria occasione, che vi confronterete nell’impresa con altre trenta persone sconosciute e che il vostro personale scheck, una volta girato, verrà proiettato e commentato con tutti. Eccoci! Ci troviamo nel bel mezzo del laboratorio di Gianluca Lisco, in occasione del XIV Congresso nazionale Artedo delle arti terapie tenutosi a Scalea, nei primi giorni di dicembre.

Non è necessario confessare chissà quale tendenza all’introversione per ammettere che non è facile esporsi in una simile situazione, tuttavia, grazie alla verve insolita ed esilarante del docente, è nell’ironia e nella leggerezza del ridere un po’ di se stessi che i partecipanti hanno trovato una chiave potente di espressione. Perché diciamocelo: essere ironici è il modo migliore per beffare le nostre immaturità e pesantezze, ma soprattutto è un efficacie espediente per confrontarsi con tabù che ci incastrano in sclerotiche visioni del quotidiano.

Questo mi si può portar via dall’esperienza fatta con il docente Lisco: la forza prorompente di un mezzo artistico al limite dello scultoreo, il video, condito sapientemente dalla forza dell’ironia.

Ridere di noi – ammettiamolo – fa bene, ma attenzione, comporta pure dei rischi: “Non ride colui che accetta dogmaticamente l’ordine stabilito. Chi sarà allora il ridente? Colui che ha autocoscienza della caduta e quindi della provvisorietà dell’ordine dato.” (U. Eco, “Diario minimo”).

Siamo avvertiti, dunque: fare Arteterapia ridendo è una cosa seria, al limite del pericoloso!

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Paola Vettorazzi

Autore: Paola Vettorazzi

Da anni cercavo un percorso formativo che mi permettesse di integrare la mia passione per l’arte e il mio interesse per il campo della crescita personale.

La mia formazione mi ha sempre portato a studiare la bellezza nelle sue tante espressioni: dopo la maturità classica, ho deciso di intraprendere studi umanistici all’università e ho orientato i miei interessi e le scelte riguardanti il piano di studi sempre verso la storia dell’arte, della musica e dello spettacolo. Mi affascinava conoscere le modalità con le quali l’uomo esprimeva se stesso, la gioia, l’amore e tutte le sfumature di dolore utilizzando il mezzo della bellezza.

Lavorando al fianco di molti artisti, nei panni di critica e storica d’arte, e con persone di ogni età, operando nel settore didattico di musei d’arte, mi sono resa conto come la creatività offrisse a chiunque la possibilità di crescere e conoscersi nel profondo.

Dopo un triennio filosofico presso una facoltà teologica, sempre alla ricerca dell’oltre, ho deciso di intraprendere la strada dell’arteterapia per coniugare le tante anime del mio cercare.

In questo percorso mi aiuta costantemente il contatto con la natura e gli animali, in particolare, che ho potuto conoscere da vicino grazie alla mia formazione nel campo degli Interventi assistiti con gli animali (Pet Therapy), integrando il benefico contatto con queste creature speciali e l’Arteterapia.

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