La mie esperienza laboratorio di Danzamovimentoterapia con Sonia Barsotti

LABORATORIO DANZAMOVIMENTOTERAPIA
SONIA BARSOTTI 22/23/10/2016
“ la Danzamovimentoterapia nel processo evolutivo della prima infanzia”
Monografico ed esemplare

Il corpo non mente mai…
Mai… Con la Danzamovimentoterapia il corpo si muove, sperimenta, assapora…
Emergono blocchi fisici, che poi sono emotivi.
Il movimento racconta di SÈ, dei nostri desideri più intimi, dei nostri dolori, sofferenze…
Il corpo si muove… e tutto il nostro mondo interiore,come un vortice, dove il nostro IO più autentico viene a galla,
si rende manifesto, perché il corpo non mente mai…
Basti pensare che per un buon 70% noi usiamo linguaggi analogici, il restante è verbo.
Abbiamo usato la metodologia Fux; applicabile dai 2 ai 100 anni, la Danzamovimentoterapia è una metafora di quello che accade a livello mentale.
Nella Danzamovimentoterapia è molto importante lo spazio, perché è lì che si prende confidenza. Enorme importanza riveste il ruolo dell’oggetto perché scatena il processo creativo e diventa un aggancio; si attivano le nostre risorse interiori. Nel lavoro arteterapico non si porta solo gioia e felicità, ma anche e soprattutto i nostri limiti.
Si lavora con la melodia che rappresenta il femminile, la nostra spiritualità, e il ritmo che rappresenta il maschile e la concretezza terrena.
È importante armonizzare tra di loro questi due lati, per essere più equilibrati con le energie femminili e maschili. Per quanto riguarda l’uso dello specchio sarebbe auspicabile di no, ma se in un setting ci dovesse essere, basterebbe accettarlo e accoglierlo come un opportunità e motivo di crescita personale; anche se personalmente guardarmi allo specchio distoglierebbe la mia attenzione interiore e mi creerebbe disagio in quanto inizierei subito a guardarmi e a criticarmi per i goffi movimenti, ma questo è un mio limite… Non mi resta che accettarlo e integrarlo nella speranza di migliorare la mia autostima. Sempre parlando di setting è consigliabile nel caso ci fossero elementi di disturbo sonoro: es.trapano, macchine ecc di provare a integrarle come creative sonorità, l’importante è la modulazione e la flessibilità mentale.
Quando si parla di gruppo si parla anche di rispecchiamento e confronto con l’altro, con la Danzamovimentoterapia si mira ad una armonizzazione di esso, nel rispetto delle persone.
Il gruppo è energia, pura energia, si parte sempre dal lavoro individuale, di coppia e poi quello gruppale… è importante rispettare la nostra “ bolla personale” ovvero i nostri spazi, pur essendo aperti alla condivisione con l’altro e il gruppo. É importante secondo me spendere più tempo su questo argomento in quanto entrano in gioco molte dinamiche,limiti e fastidi…
Quando ci avviciniamo all’altro, di solito lo si fa sempre con un po’ di paura e timore…
Ci crediamo goffi, ”impreparati” e non ci troviamo a nostro agio con il nostro corpo…
Mentre altre persone più sicure di SÈ sono più disinvolte, rilassate e aperte al confronto.
È qui che entrano in gioco il nostro vero IO…
Mille domande sovrastano la nostra mente,
Ma il bello della Danzamovimentoterapia è che ti fa avvicinare a te stesso e a l’altro con rispetto e cautela, ognuno è libero di avvicinarsi o allontanarsi un po’ se lo ritiene opportuno.
Ed è qui che impari a conoscere un pezzettino di te…le tue reazioni, emozioni, sensazioni…
È qui che inizia questo magico percorso.
Noi tutti abbiamo dentro di noi una memoria corporea da quando eravamo bambini.
Tutto quello che ci è successo si è memorizzato in noi, nella nostra postura, voce, passo, fisico, tutto parla di noi…
Apro una parentesi: consiglio a tutti di leggere il libro “ le cinque ferite come guarirle” di Lise Bourbeau

Parla appunto di come nell’infanzia i nostri genitori (o care giver) ferendoci, senza farlo coscientemente innescano in noi certe difese per non soffrire e sopravvivere.

I BAMBINI E LA DMT

Nei bambini il cervello è in pieno sviluppo, i neuroni aumentano e le sinapsi permettono di potenziare il tutto.
Sarebbe bene iniziare la Danzamovimentoterapia fin da piccoli; va bene per la memoria, a livello emozionale, fisico e direi spirituale. Il bambino è ancora in fase di crescita e nei primi anni di vita famigliare può determinare lo svolgersi lineare, o al contrario problematico dello sviluppo fisico, psichico ed emotivo. La costituzione primaria di un SÈ corporeo, e in seguito quello soggettivo dipendono fortemente dalla relazione primaria instaurata con la madre. Sia lo schema corporeo che l’immagine del SÈ possono essere recuperati con percorsi di di DMT. Il riappropriarsi del proprio corpo, il prendere consapevolezza tramite il gioco e gli oggetti mediatori,possono migliorare l’immagine che il bambino ha di SÈ, ma soprattutto aumentare l’autostima e la sicurezza nel bambino. È importante lavorando con i bambini usare la simbologia e la poetica perché saranno più motivati nell’ eseguire gli esercizi considerandoli interessanti e magici. Tramite il gioco che è la modalità preferita e privilegiata dai bambini è possibile “ ricostruire una realtà”, direi trasformarla tramite il teatro e i ruoli, il bambino in questo contesto può dare voce a tutte le sue emozioni e paure in un contesto protetto e curato, tramite il gioco mette in scena episodi o realtà della sua vita che altrimenti rimarrebbero sepolti e non metabolizzati.

Ritornando alla Dmt
Riconosciamo tre livelli di spazio;
Basso
Medio
Alto

Livello basso ci si connette a madre terra e ci si nutre della sua energia, lavorando su questo piano si prende confidenza con i propri istinti, la propria materialità, ci si ricorda di essere figli di madre Terra.
Livello medio si inizia come in un percorso metaforico un elevarsi verso l’alto, da madre terra l’uomo cerca di connettersi con il divino, i suoi passi sono ancora incerti, ma la curiosità fa alzare l’uomo per vedere che cosa c’è oltre.
Quando si passa al piano alto, tutto il corpo si stende e si protrae verso il cielo, verso il padre, è una conquista, è lo stare in piedi su due gambe, non più in quadrupedia, gli orizzonti si allargano, si alzano le braccia al cielo, ci si connette con il tutto. È importante con la DMT cercare di mediare e di lavorare su tutti i tre piani per cercare di armonizzare e riequilibrare la persona. Sarà poi cura della Danzamovimentoterapeuta capire che energia ha il gruppo e di conseguenza capire che esercizi proporre.
Nella Dmt ci si muove con tutto il corpo, nulla è fermo, tutto è in movimento, il corpo vibra, gode, si ribella, si rivela… Nelle sue gioie, blocchi, malattie, parla, comunica, si esprime. Non c’è bisogno di saper ballare, perché qui non si
“ balla” ci si muove…
Come costruire un setting di DANZAMOVIMENTOTERAPIA

C’è il conduttore con le sue idee, vissuto, utenti, atmosfera…
Importante avere bene chiari gli obiettivi, il bacino di utenza e cosa aspettarsi.
Un buon conduttore deve osservare e intervenire lo stretto necessario per mantenere in armonia all’interno di un gruppo, deve sapere cogliere le sfumature, mediare.

Es* di un setting:
Utenza: bambini
Numero: entro 15
Tempo; 45/50 minuti
Usare il gioco come mezzo preferito di espressione

Fasi; Preparazione, Accoglienza, Saluto, Riscaldamento, Fase centrale, Fase conclusiva
Durata incontri: minimo 8
Cadenza: 1 volta alla settimana

Si potrebbe fare anche con genitore/ figlio, va benissimo per interagire con la famiglia.

Molto importante è la scelta della musica;
Ricordiamo che la musica melodica è collegata alla femminilità, crea nel bambino una situazione di raccoglimento. Il ritmo è collegato al maschile, e il lavoro ritmico va bene per bambini iperattivi e destrutturalizzati.
Nei laboratori di Artiterapie hanno enorme significato i momenti di apertura e chiusura; è importante che il bambino sappia quando si inizia e quando si termina, magari tutti in cerchio e poi staccandosi, per ritornare alla propria individualità, molto importante per il nostro benessere.
I lavori si fanno da soli, in coppia o in piccoli gruppi, dipende da quello che si propone.
Nel metodo Maria Fux, non è indispensabile verbalizzare, il corpo lo fa per noi.

Con i bambini bisogna usare la fantasia e le metafore, per aiutarli a esprimersi meglio e giocando.
Si possono utilizzare le tecniche del carponamento, strisciamento, in piedi, sdraiati, per far sperimentare le varie posizioni che possono eseguire con il proprio corpo.
Con i bambini si lavora con la prevenzione.
Lavorare in gli elastici;
Metafora della vita, la nostra elasticità, mentale, fisica,
L’elastico si apre e si chiude, come eventi della nostra vita.
Con i bambini piccoli si lavora sulla spazialità.
Con bambini più grandi sulla relazione con l’altro

I materiali che si possono usare sono:
Filo, piuma, carta crespa, elastico.
Importante per la loro stimolazione neuro sensoriale.
Dobbiamo aiutare i bambini a percepire il loro corpo e a raffinare le percezioni, avvicinarsi alle cose, osservando senza prendere subito l’oggetto, ma imparare a guardare l’altro, osservarlo, stabilire un contatto oculare, per meglio relazionarsi con i loro compagni.
• Nei bambini destrutturalizzati, il lavoro con gli elastici può risultare fastidioso, perché si sentono bloccati.

Domenica mattina;

Abbiamo avuto l’onore, la ricchezza di aver avuto come ospiti due bimbe di una nostra allieva. La docente Sonia ci ha fatto toccare con mano l’esperienza di poter lavorare e interagire con i bambini. È stato molto intenso vedere i vari meccanismi che si innescavano tra madre e figlie.

Musiche: in Dmt le musiche vanno spesso ripetute, perché siamo spesso abituati ad un ascolto superficiale, in Dmt questo va sviscerato, sentito, metabolizzato, imparare ad ascoltare bene una musica è fondamentale per iniziare a percepire le varie differenze dal primo ascolto a quelli seguenti. La prima volta che ascoltiamo una musica, è difficile andare in profondità, mentre quando la si ascolta sempre di più, ci permette di andare a stimolare la nostra emotività. Nel setting il tempo è prezioso. In formazione è importante ripetere all’infinito perché ascoltandola tante volte poi il corpo riesce ad abbandonarsi di più, ci si muove con più consapevolezza.
Potremmo essere anche stanchi e annoiati, possiamo abbandonare il tutto o sforzarci di fare un salto di qualità chiamando a SÈ tutte le nostre energie, per far uscire la nostra creatività e risorsa interiore.
LA NOIA POTREBBE ESSERE UN BACINO PER LA CREATIVITÁ, PERCHÉ LA MENTE È LIBERA E SGOMBRA DA TUTTO.

Per il conduttore, ripetere le canzoni, significa anche cercare di entrare in sintonia con l’altro, in relazione.

Il giornale nella Dmt
Come tutti gli oggetti usati nel metodo Fux sono materiali di recupero, il giornale rappresenta un po’ la parte più celata di noi, ma riesce anche a fare aprire un varco in noi.
Se si rompe subito è energia vitale nei bambini, cerchiamo di usarla bene questa energia, incanalandola nel miglior modo possibile. Il giornale ricorda anche le persone dimenticate e non considerate. A livello tecnico può andare bene usarlo con i bambini, perché rappresenta un sostegno, uno spazio, una cornice in legno, può essere anche limitante per tanti bimbi…Per usare in maniera corretta con i bambini il giornale prima si usano le mani e i piedi, poi i tre livelli: basso, medio, alto e poi dentro, fuori, ritmo e melodia.
Per far armonizzare bene il maschile e il femminile è bene far fluire le energie, prima si fa un esercizio e poi altri per bilanciare così si aiutano i bambini e non solo a integrare in maniera corretta le loro energie. É importante usare sempre tutte le parti del corpo per stimolare i due emisferi. Con i bambini è bene dare regole chiare fin dall’inizio e poi dare sempre più libertà. Si procede sempre prima da solo, in coppia, in un piccolo gruppo, grande gruppo. Attraverso il gioco si va a rievocare i processi del bambino che vive nell’infanzia. Più un bambino è stabile e meno ha paura del confronto e degli altri. Il battere le mani nei bambini simboleggia la loro identità e battere i piedi e un esserci sulla Terra.

Domenica pomeriggio
La nostra bolla personale

Sonia ci ha invitate a visualizzarvi dentro una bolla….una bolla che ci ama, che ci sostiene, che ci protegge. Prima abbiamo sperimentato con il movimento la forma della nostra bolla, l’abbiamo guardata, ammirata, rigirata, insomma l’abbiamo creata nella nostra mente, in seguito abbiamo lavorato in coppia, ci siamo studiate, avvicinate e preso confidenza con le bolle delle nostre compagne, sempre mantenendo confini e rispettando gli spazi altrui, abbiamo imparato a respirare e a connetterci con gli altri, importante era mantenere lo sguardo sull’altro.
Abbiamo fatto grunding: tramite il respiro ancorarsi a madre Terra. La parola madre usata in questo esercizio è stato: il mio corpo, il tuo corpo…
L’esercizio era per migliorare la nostra propriocezione.

Quando saremmo noi a condurre, dovremmo imparare a rispettare le bolle degli altri, anche se è probabile che purtroppo gli utenti con cui andremo a lavorare non hanno una loro bolla personale, perché la vita non li ha aiutati a formarla…dobbiamo anche imparare a chiedere il permesso di poterli toccare, ci deve essere assoluto rispetto verso il paziente. La prima finalità della Dmt é il piacere funzionale, il momento è legato al piacere.
Nella Dmt si va a rievocare il processo di sviluppo (quello del bambino), si va a ritrasformare e a integrare il processo. Nel processo arteterapico è vitale aprire un processo e chiuderlo; non possiamo innescare certe emozioni, sentimenti forti e contrastanti nei pazienti senza poi avere dato loro modo di arginarli. Nella metodologia Maria Fux il setting è affettivo, cioè la persona viene accolta a livello globale, se il setting è aperto dobbiamo dare dei confini, fiducia, comprensione.
Soprattutto con i bambini dobbiamo essere padre, madre assieme, i bambini fanno un transfert: in quel momento siamo tutti e due.

La ritualizzazione
Apertura e chiusura
Dare sempre l’arrivederci e la verbalizzazione è da dare alla fine per non essere influenzata.

Grazie buona lettura
Benedetta

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Benedetta Carradori

Autore: Benedetta Carradori

 

Diplomata liceo artistico, stilista e modellista della calzatura, animatrice socio culturale… adoro giocare e sperimentare con le bolle di sapone e lavorare con i bambini. Cosa dire di me…. Sono una persona semplice, creativa e bambina dentro, mi stupisco per ogni cosa, mi piace sperimentare. Nei miei scritti troverete molti puntini di sospensione, perché così è la vita… Attimi di sospensione tra una realtà e l’altra, uno spazio temporale dove l’anima si raccoglie in uno spazio intimo, fecondo e creativo…
Ho tanto da imparare, ma con la mia semplicità e umiltà vorrei raccontarvi in questo blog il mio viaggio- percorso nella scuola Artedo di Verona; Il mio tirocinio, le emozioni, le sensazioni… Buon viaggio!

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