Laboratorio LA MITOLOGIA COME STRUMENTO PER LA NARRAZIONE DI SÈ Niccolò Cattich 18-19/03/2017

“Da molto tempo cammino, le mie gambe sono stanche,pesanti i miei piedi
Ho percorso mille strade, incontrato mille volti…
Per me vi erano sorrisi e calore
ma a nulla è valso il loro dono di gioia e felicità
e intanto dietro di me la terra insteriliva
gli alberi perdevano le foglie, le messi rinsecchivano, gli uccello non cantavano più
e io ero, sono disperata
PERCHE’ ME L’HA RAPITA!
In un giorno di primavera mentre giocava in un prato
e coglieva fiori con le compagne
me l’ha rapita e non la vuole restituire…..
Per amore! Ha detto lui
splendida pura vergine era l’unica che avesse il diritto di diventare Sua Regina e Sua Sposa
e lei gli crede, lei lo ama

MA ERA MIA FIGLIA!

Sono stanca…
Hermes, figlio, fratello, tu che vedi lontano, che voli da un capo all’altro del mondo
nel bagliore di una saetta
tu che sei leggero come piuma dimmi….la vedi?

Non mentire però Hermes non raccontare menzogne è nel tuo stile lo so mentire
Dimmi la verità sono così disperata…
Dammi una speranza o giuro che il genere umano morrà sterminato dalla fame e dalla miseria,
perchè mai più farò crescere il grano, mai più rinverdire i prati, mai più maturare i frutti sui rami
finchè mia figlia non mi sarà restituita

Dimmi Hermes la vedi? E’ felice?

Io ora danzerò e la mia sarà danza di vita e rinascita se mia figlia tornerà sulla terra, anche solo per sei mesi perchè lo so Ade è furbo le ha offerto il melograno e col dono d’amore l’ha legata a sé regina oscura di un mondo di ombre….
ma se non tornasse in tempo se non mi verrà restuita almeno per un tempo lo giuro questa
SARA’ UNA DANZA DI MORTE!

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